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La tecnologia dell'osmosi inversa applicata a determinati scarichi consente di operare una concentrazione spinta degli stessi, con produzione di acqua deionizzata priva di sostanze organiche e di un
ultraconcentrato che periodicamente è scaricato e conferito a terzi per lo smaltimento o, in alternativa concentrato ulteriormente, prima dello smaltimento, con l'impiego di sistemi di evaporazione.
In questo modo, si raggiunge, lo "scarico zero".
Il breakeven point è rappresentato dalle concentrazioni ioniche dello scarico, che devono essere attentamente valutate prime di decidere di intraprendere tale strada: alte concentrazioni ioniche
potrebbero rendere non economico il processo.
Rispetto ad un impianto di osmosi inversa per la demineralizzazione dell'acqua, questi impianti per lo scarico zero si caratterizzano dal fatto che lavorano in "loop concentrato chiuso", con
gradienti salini crescenti e pressioni di esercizio più elevate.
E' pertanto molto importante la corretta valutazione delle condizioni operative (pH, conducibilità, pressione) che sono monitorate strumentalmente e mantenute nei range operativi mediante dosaggio di
prodotti chimici.
Ovviamente il più importante dei vantaggi che si ottiene grazie all’applicazione dell’osmosi inversa è quello di non avere alcuna esposizione nei confronti delle autorità preposte al controllo della
qualità dello scarico: spesso, per molti imprenditori, tale aspetto va oltre il calcolo di qualunque ritorno dell'investimento.
L'obiettivo può essere raggiunto secondo due differenti schemi applicativi:
- concentrazione diretta con membrane seawater
- doppio stadio di concentrazione con membrane brackish water e seawater.
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